Potrebbe sembrare che ormai non c'è nulla di nuovo, nessuna sorpresa per chi va in Romania, a Valea Plopului, per il quinto anno consecutivo. Ma posso assicurare che non è così, anzi credo che quest'anno il campo mi ha comunicato emozioni fortissime, un coinvolgimento mai vissuto prima! In qualche modo già prima di partire sentivo che sarebbe stato un campo "speciale" e così ho deciso di comprare un piccolo quaderno sul quale annotare i passaggi importanti, le mie piccole riflessioni.
Mi piace, in questo momento, poter usufruire di Oltre Confine news per condividere alcuni pensieri di questo semplice diario di viaggio, con tutti coloro che, in tanti modi, sentono che il loro cuore accoglie in sé questo meraviglioso incontro!

  •   Valea Plopului 02.08.2001 h.23.00
    "Il mio cuore ha raccolto gli occhi profondissimi dei bambini che ho tenuto in braccio, che hanno allungato le loro braccia verso di me… contengono un mistero quegli occhi, esprimono una grande sete di amore che, sembra, nessuno possa colmare; ma poi basta il tuo semplice sorriso, il tuo piccolo abbraccio, il tuo bacino delicato e il loro volto si illumina e la loro sete si attenua".
       
  •  Tabara 04.08.2001 h.22.03
    "Stasera il sole che tramonta ha illuminato la piccola chiesa costruita per i bambini abortiti, quasi a dire che tutti siamo nel cuore di Dio e tutti siamo custoditi nelle sue mani!
    Poco fa ho visto una stella cadente con una scia che sembrava non finire mai, quasi a dire che la luce delle piccole cose splende per sempre!"
  •    Tabara 07.08.2001 h.23.30
    "Le giornate trascorrono ritmate dalla presenza dei bambini, dalle loro braccia allargate, dall'entusiasmo delle ragazze…
    Arrivati alla chiesa di Valea Plopului (io e p. Nicolae) abbiamo trovato sei ragazze nuove, arrivate dall'orfanotrofio di Plojeni…
    Ragazze senza radici, senza padre, ne madre, senza riferimenti. P. Nicolae senza mezzi, senza strutture, solo l'accoglienza del cuore che riesce a donare speranza! …
    Questa mattina, a Valea Plopului, abbiamo incontrato una signora giovane (26 anni) con due bambini…: è fuggita perché veniva picchiata dal marito; i bambini non sorridono e sono schivi alle carezze… chissà quanto tempo dovrà passare prima di recuperare la possibilità di pensare che le mani possono essere strumento di incontro e affetto e non di violenza".

Don Stefano