Dopo 4 anni ho scoperto ...

Ritornare sullo stesso posto più volte ti rende davvero felice: vuoi rivedere posti familiari, reincontrare sguardi che ti hanno segnato, stringere ancora mani che hanno condiviso con te belle esperienze. Ma inevitabilmente ciò crea anche delle aspettative, a volte soddisfatte, a volte no.

Si fa l’errore di pensare a chi troverai, a come saranno le persone, a come saranno cambiati i luoghi, a come si sono evoluti i rapporti. E allora magari cominci a pensare che i bambini sono cresciuti, che non hanno più tanta voglia di giocare, ma che sicuramente ce ne sono di nuovi e così per magia il gioco ricomincia, con abiti sempre nuovi.

Ti chiedi poi se le ragazze con le quali avevi lavorato l’anno prima saranno le stesse, se alcune sono partite dal villaggio lasciando la PRO VITA e se altre hanno abbandonato la strada o la stazione per andare da padre Nicolae. Oppure pensi che i lavori al campo siano proseguiti, che le case siano finite e abitabili, che tutti i progetti di padre Nicolae vedano una realizzazione anche se difficile de a lungo termine.

Ma poi capisci che non puoi chiedere quello che vuoi alle ragazze, perché per loro quei giorni sono giorni di vacanza, sono giorni in cui anche loro hanno voglia di giocare e divertirsi. Scopri a malincuore che le case non sono terminate e che i lavori non sono proseguiti del tutto perché alla PRO VITA sono arrivati nuovi amici, e sicuramente un piatto per loro è più importante di un muro o di una doccia.

Scoprire tutto questo significa accettare i tempi romeni, significa comprendere delle contraddizioni per noi inaccettabili, significa voler ancora più bene a Parinte e ai loro ragazzi.

E non è poco…

Alessandro