così viene descritto da chi lo conosce da più di qualche anno
Parinte,
un sacerdote, ortodosso, marito, padre di famiglia, ma prima di tutto un uomo,
con i suoi pregi e i suoi difetti, ma un uomo per gli altri uomini, non per i
propri interessi...
Per lui la priorità delle cose non viene dall’alfabeto, è il suo cuore che
le mette in ordine con semplicità, tenacia e con l’immensa dolcezza del suo
sorriso.
... Coerenza e stravaganza nonostante tutti i problemi che ha attorno, questo è
ciò che mi colpisce di lui, anche se non parla la mia lingua capisco che mi
vuole bene.
E’ un uomo carismatico che con grande dinamismo e pazzia decide di nuotare
contro corrente. Il suo indescrivibile amore per le persone, la speranza e
l’abbandono a Dio lo fanno essere irragionevole, gli fa rischiare tutto.
Con le persone che ha deciso di ospitare nel suo “tabara” sa essere molto
aperto e disponibile, ma allo stesso tempo è un dittatore perché lotta a senso
unico, non ascolta nessuno, è strategico a volte, altre pazzoide, fà tutto ciò
per chi ha freddo, fame ed è solo... per questo per me è un dittatore buono.
Parinte è un sognatore, sogna una casa per tanti bambini abbandonati, sogna una
vita lontana dalla violenza per le ragazze, sogna una Romania senza orfanotrofi,
sogna grandi cose da costruire...
Mi piace pensare che tutto è partito da un sogno, quello di parinte, e che a
poco a poco ha preso forma, un colore, un tempo, un luogo, un gioco.
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Padre Nicolae Tanase è il parroco di un villaggio ,Valea Plopului circa 70 chilometri a sud di Bucarest, oltre alle sue attività religiose raccoglie bambini abbandonati e ragazze/i con più di 18 anni che gli orfanotrofi mettono alla porta. Un villaggio estremamente povero, dove però la gente è molto generosa. In una grande casa, costruita di fianco alla chiesa, padre Nicolae ospita una ventina di ragazze sopra i 18 anni e alcuni ragazzi tra i 14 e i 18 seguiti da due signore. Alle famiglie del villaggio sono invece affidati quasi 120 bambini più piccoli. |
P.
Nicolae è molto noto in Romania, perché la sua Associazione è l’unica
che si occupa, in maniera così organica, del vastissimo problema dei
bambini e ragazzi abbandonati della Romania.
Il metodo per affrontare il problema
è a dir poco originale (almeno in Romania)
P. Nicolae porta i bambini presso le famiglie dei due villaggi(Valea Plopului e Valea Screzii) dove lui è parroco, affidando a loro la cura di queste creature.
I bambini possono così vivere l’accoglienza e il calore di una famiglia sfuggendo all’inevitabile soluzione dell’orfanotrofio.
Egli, periodicamente, entra nell’anticamera degli ambulatori dove vengono praticati gli aborti, per spiegare alle ragazze madri l’importanza di quella vita che sta crescendo dentro di loro. Assicura che l’associazione si prenderà cura del bambino e ciascuna potrà scegliere di stare accanto al figlio o affidarlo ad una delle famiglie della Pro Vita.
P. Nicolae, di tanto in tanto, va a Bucarest dove incontra soprattutto ragazze che, dopo i diciotto anni, escono dagli orfanotrofi (così prevede la legge locale) e si ritrovano in mezzo alla strada, aggiungendo così esperienze di violenza e degrado umano a quelle già vissute nell’istituto. Il Padre propone loro di andare ad abitare nel suo villaggio, e offre, oltre ad una casa, al mangiare e al vestire, la possibilità di un lavoro.